• L'antibiogramma - un test di laboratorio

    L’antibiogramma (abbreviato con la sua sigla ABG ) è un test di laboratorio che permette di valutare la sensibilità di un microrganismo (rilevato per esempio su materiali biologici quali urina, liquido seminale, muco cervicale, ecc.) ai farmaci antimicrobici (antibiotici o antifungini).
     
    L'antibiogramma viene eseguito su vitro mettendo a contatto le colonie batteriche con i farmaci antibiotici. Un alone bianco che si formi attorno all'antibiotico è indice di sensibilità dei microrganismi al farmaco utilizzato. Se, al contrario, la crescita delle colonie batteriche non si arresta significa che il batterio è resistente all'antibiotico.

    Il germe potrà quindi essere definito:

    • sensibile (S)
    • resistente (R) o
    • sensibilità intermedia (I)

    L'antibiogramma determina la Concentrazione Minima Inibente (CMI)e la Concentrazione Minima Battericida (CMB) degli antibiotici. La CMI è la minima concentrazione di farmaco antibiotico che occorre per bloccare lo sviluppo dei microrganismi; la CMB è la concentrazione minima di farmaco antibiotico che occorre per uccidere le cellule batteriche. L'azione dei farmaci antibiotici può infatti essere di due tipi: batteriostatica o battericida. Viene definito batteriostatico un antibiotico che ha la capacità di bloccare la riproduzione batterica; un antibiotico è invece battericida se, trascorse 24 ore dal contatto in vitro, la sopravvivenza dei microrganismi è uguale o inferiore allo 0,01%.

    L'antibiogramma è consigliato ogni volta che ci si deve sottoporre ad una terapia antibiotica.

Menopausa precoce

Menopausa si definisce come la cessazione del flusso mestruale per un anno. Mediamente questo avviene intorno ai 50 anni.

In una percentuale ridotta di casi ( 1% delle donne al di sotto dei 40 anni) questa età anticipa anche di molto e le mestruazioni diventano più irregolari. Si parla più precisamente  di POF ( Premature Ovarian Failure) o fallimento ovarico precoce.

“Dottore, i miei flussi non sono più come quelli di prima. Sto forse andando in menopausa?” . E’ una delle più frequentidomande che ascoltiamo ma spesso sono timori infondati che devono essere accolti e riportati ad una realtà non così preoccupante.

Infatti la diagnosi e la prevenzione della menopausa precoce non si può basare solo sulle mestruazioni ma soprattutto sull’ovulazione e sullo stato delle ovaie che si può valutare misurando la “riserva ovarica”. Le mestruazioni potrebbero essere piuttosto regolari ma l’ovulazione non più o, viceversa. In pratica l’ovulazione può avvenire sempre più raramente o non  avvenire più, indipendentemente dalla presenza di un flusso mestruale.

 Frequentemente  i flussi mestruali saltano e compaiono sintomi come le vampate di calore o le sudorazioni notturne.

Spesso la menopausa dipende da fattori genetici. Essere portatori di un’anomalia cromosomica come l’X fragile è, infatti, una causa di menopausa precoce. Essa può dipendere anche da altri fattori come chemio o radioterapie oncologiche subite  oppure condizioni immunitarie alterate talvolta associate ad ipotiroidismo con anticorpi antitiroide elevati. In molti casi invece non si riesce a trovare una traccia o un legame con l’esaurimento ovarico precoce.

Il nostro Centro dispone di tutti gli strumenti (esami ed analisi) per verificare se c’è davvero una menopausa precoce o  la donna stia andando in questa direzione. Per valutare la riserva ovarica e quindi la vera età delle ovaie è utile eseguire  importanti esami ormonali come l’AMH associati ad una ecografia per il conteggio dei follicoli antrali. In tal modo caso si possono tentare rapidamente soluzioni di emergenza.

Abbiamo visto e ottenuto gravidanze in persone che credevano di essere già in menopausa!

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