• Varicocele

    Il Varicocele è considerato una causa importante di infertilità maschile. Infatti, ben il 40% dei maschi che presentano alterazioni della fertilità ne soffrono. In molti casi, il varicocele può causare un deterioramento della qualità degli spermatozoi, provocando appunto infertilità nell'uomo che ne è affetto.

    È una dilatazione delle vene che circondano i funicoli spermatici.Tale condizione è molto frequente quando si rinviene un deficit nella mobilità degli spermatozoi. La causa di questa dilatazione non è conosciuta, ma sembra legata a fattori genetici e costituzionali. Il calore ambientale eccessivo può inoltre accentuare tale tipo di danno. Il varicocele d’alta parte passa spesso inosservato perché in genere l’uomo non avverte fastidi. Così, questa condizione ha molto tempo per esplicare i suoi effetti nocivi specialmente quando la scelta riproduttiva avviene in età più avanzata.

    La presenza masiccia di vene intorno ai testicoli provoca un aumento della temperatura nella zona, riducendo la qualità del seme. Tuttavia, il mondo scientifico ancora discute se l'eliminazione di queste vene varicose del testicolo porti o meno ad un aumento della quantità o della qualità degli spermatozoi o ad un aumento delle gravidanze in coppie infertili.

Ovaio policistico

CURE OVAIO POLICISTICO

La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo relativamente frequente che si può manifestare dopo il primo sanguinamento mestruale (menarca) con mancanza di ovulazione (anovulazione), diminuita frequenza dei flussi mestruali (oligomenorrea, che si verifica quando trascorre un tempo superiore a 35 giorni tra una mestruazione e l’altra) ed eccesso di ormoni maschili come gli androgeni.

Ciò si manifesta con acne di solito sul viso ed aumento della peluria (irsutismo) e può insorgere una resistenza dell’organismo all’azione dell’insulina (ormone prodotto dal pancreas, che regola il tasso di glucosio nel sangue e la cui scarsità provoca il diabete).

Il termine “policistico” fa pensare ad una presenza di cisti nelle ovaie. In realtà non si tratta in alcun modo di cisti ma il termine si riferisce all'aspetto ecografico delle ovaie in cui si nota un aumento notevole del numero dei piccoli follicoli. Inoltre, prima di classificare come ovaio policistico una situazione apparentemente simile ad essa sono necessarie altre condizioni.

A livello ovarico si ha una incompleta maturazione dei follicoli che spesso restano tutti di piccole dimensioni (dette appunto microcisti) senza che uno di essi si ingrandisca ed ovuli. A volte la superficie esterna dell’ovaio, che in genere è ingrandito, risulta ispessita. L’anomalia di struttura delle ovaie è associata ad uno squilibrio ormonale che spesso provoca mancanza cronica di ovulazione. Tale sindrome è dovuta ad un mal funzionamento ormonale in cui si evidenzia un’alterazione della produzione di due ormoni fondamentali prodotti da una ghiandola che si trova nel cervello (ipofisi) che sono l’LH (ormone luteinizzante) e l’FSH (ormone follicolo stimolante).

Tale sindrome può portare in alcuni casi all’infertilità e se la paziente desidera avere figli, a volte, deve effettuare una terapia farmacologica utile a far crescere uno o più di uno dei piccoli follicoli ovarici che contengono al loro interno l’ovocita. Sotto l’azione del farmaco, il follicolo raggiunge una certa dimensione e scoppia (ovulazione), rilasciando l’ovocita che può essere fecondato dallo spermatozoo, formando così l’embrione.

Questa patologia è abbastanza frequente fra le donne infertili ed è particolarmente diffusa fra quelle con problemi di ovulazione, nel qual caso l'incidenza è pari a circa il 75%. Su tutta la popolazione femminile, circa il 25% delle donne presenta un aspetto simile a quello dell'ovaio policistico all'esame ecografico, sebbene molte non hanno sintomi e siano in ottima salute. Il fenomeno si osserva anche nel 14% delle donne che fanno uso della pillola anticoncezionale.

Oggi la terapia per l’infertilità utilizzata per la sindrome dell’ovaio policistico dà ottimi risultati anche se è opportuno che la paziente venga seguita da uno specialista o meglio ancora da uno specialista dell’infertilità.