• La stimolazione ovarica per l'IUI

     
    L'Inseminazione Intrauterina si può effetuare anche su ovulazione spontanea, ma in genere si preferisce una leggera stimolazione ovarica. In base ai dosaggi ormonali (FSH, LH, Estradiolo, Progesterone) si decide il tipo di medicinale per indurre l'ovulazione
     
    L'Inseminazione Intrauterina si può effetuare anche su ovulazione spontanea, ma in genere si preferisce una leggera stimolazione ovarica. In base ai dosaggi ormonali (FSH, LH, Estradiolo, Progesterone) si decide il tipo di medicinale per indurre l'ovulazione.

    La stimolazione ovarica comincia tra il 3° e il 5° giorno del ciclo (1° giorno del ciclo = 1° giorno delle mestruazioni), e consiste in iniezioni quotidiane intramuscolari o sottocutanee a base di ormone follicolostimolante (FSH). La sorveglianza della stimolazione inizia l’ 8° giorno del ciclo circa ( dipende dal tipo di ciclo della donna ) con un monitoraggio follicolare per contare e misurare i follicoli e valutare lo spessore dell’endometrio.

    Quando la crescita follicolare appare soddisfacente, il medico induce l'ovulazione mediante la somministrazione di un farmaco (HCG). La puntura di HCG viene effettuata circa 36/40 ore prima dell'Insemiazione Intrauterina e serve a far maturare e "scoppiare" il follicolo che espellerà l'ovocita contenuto  nella tuba.

     

Aspetti dermatologici dell'ovaio policistico

Aspetti dermatologici dell'ovaio policistico

probiotica

I sintomi esordiscono solitamente in epoca puberale. La comparsa precoce della prima peluria pubica, detta pubarca, che normalmente si verifica tra gli 8 e i 12 anni, può essere uno dei primi segnali e far sospettare la tendenza a questa sindrome. Anche le manifestazioni dermatologiche come la seborrea e l’acne sono spesso sottovalutate. Invece è importante sottoporsi ad una visita specialistica per capirne le cause. Inoltre, esistono oggi numerose opzioni terapeutiche per queste manifestazioni che hanno, oltre che a livello fisico, anche a livello estetico e psicologico un notevole impatto nella vita dei pazienti.

Il punto centrale della PCOS è l’eccessiva produzione di ormoni maschili, iperandrogenismo, da parte dell'ovaio. L’organo bersaglio, in questo caso, è rappresentato dall’unità pilo-sebacea costituita dal follicolo pilifero, sede di origine del pelo, e dalla ghiandola sebacea, produttrice di sebo. Correlato all’unità pilo-sebacea, vi è un enzima, chiamato 5-alfa-reduttasi, che converte il testosterone (ormone maschile) nella sua forma attiva (diidrotestosterone) e che esercita un’attività fino a venti volte maggiore nelle zone seborroiche (viso, dorso, cuoio capelluto). Il legame tra diidrotestosterone ed il suo recettore presente sulle cellule sebacee determina un’eccessiva produzione di sebo che, unitamente all’aumento della cheratina nell’infundibolo del follicolo pilifero, è alla base dello sviluppo dell’acne comedonica. Questa si caratterizza proprio dall’accumulo di sebo e cheratina nel follicolo sebaceo. Successivamente, il processo infettivo a carico delle lesioni comedoniche da parte di batteri anaerobi, che sopravvivono in assenza di ossigeno, determina la comparsa delle manifestazioni infiammatorie quali l’acne papulo-pustolosa e l’acne nodulo-cistica.

L’irsutismo, ovvero lo sviluppo nella donna di peli con caratteri e localizzazione tipici del sesso maschile, è causato anch’esso da un aumento degli ormoni androgeni. Infatti, esistono alcune zone del corpo umano nelle quali le unità pilo-sebacee rispondono agli stimoli degli ormoni steroidei. Queste sono ad esempio il viso (la regione delle guance, il mento e il labbro superiore), il basso addome (o linea alba), la parte anteriore delle cosce, il torace, la regione periareolare delle mammelle, l’area pubica e le ascelle. In caso di aumentata produzione di androgeni, i peli di queste regioni assumono un aspetto maschile o “androgeno-dipendente”.