• Terapia dell’infertilità maschile

    infertility

    Al fine di instaurare la più corretta terapia per la cura dell’infertilità maschile è fondamentale una corretta diagnosi. Il ruolo fondamentale, quindi, spetta alla figura dell’andrologo che, attraverso un accurato iter diagnostico, accurata raccolta della storia clinica, scrupoloso esame obbiettivo, eventuale esecuzione di ecografia testicolare, esecuzione spermiogramma ed indagini ormonali, può individuare il trattamento medico e/o chirurgico più appropriato per il paziente infertile. L'andrologo ha inoltre un ruolo fondamentale anche nell’indirizzare eventualmente la coppia alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

    Terapia medica

    In caso di patologie che comportino alterazioni degli ormoni, l’andrologo potrà valutare la necessità di instaurare una terapia medica finalizzata al ripristino deii delicati equilibri dell’asse ormonale riproduttivo maschile (per esempio avvalendosi delle gonadotropine (FSH e LH/hCG) o del GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone), l’ormone di rilascio delle gonadotropine).

    In alcuni casi, come per esempio nel soggetto obeso, diabetico o affetto da sindrome metabolica, che presenti una ridotta fertilità associata ad ipogonadismo ipogonadotropo, si può valutare l’utilizzo di farmaci antiestrogeni o inibitori dell’aromatasi, che, se opportunamente prescritti, sono in grado di ripristinare normali valori ormonali e quindi la potenziale fertilità.

    In circa il 30% dei casi di infertilità maschile non è possibile individuare la causa e viene pertanto definita infertilità idiopatica, quindi è opportuno effettuare una terapia specifica. Entrano pertanto in gioco gli integratori con forte capacità antiossidante, quali la carnitina, l’arginina, alcune vitamine e altre sostanze come lo zinco e il coenzima Q10.

    Terapia chirurgica

    La terapia chirurghica mira a correggere una alterazione di tipo organica in grado di alterare la produzione e la qualità degli spermatozoi. Sono di fondamentale importanza gli interventi preventivi dell’infertilità maschile, quali l’orchidopessi per il criptorchidismo o per la torsione testicolare, da effettuare in età infantile o adolescenziale, le procedure di correzione del varicocele, la ricanalizzazione delle vie seminali e il recupero di spermatozoi per le procedure di procreazione medicalmente assistita.

    Grazie alle più moderne tecniche di recupero degli spermazoi (TESE e MicroTESE), si è osservato un significativo miglioramento dei risultati in termini di recupero di spermatozoi e percentuale di gravidanza, con una netta riduzione dell’invasività sul testicolo.

L'incontro tra gli spermatozoi e l'ovocita

l'incontro tra gli spermatozoi e l'ovocita
ovocita 1
Dopo il lungo viaggio attraverso le vie riproduttive femminili, aiutato da segnali chimici che lo attirano indicandogli la strada, lo spermatozoo raggiunge l’ovocita. Quest’ultimo è racchiuso da una membrana protettiva, detta zona pellucida, ed è circondato da un strato di cellule, cumulo ooforo, che lo proteggono e lo nutrono. Lo spermatozoo quindi, per fondersi con l’ovocita, deve farsi strada attraverso questi “ostacoli”.
E’ necessario che un certo numero di spermatozoi raggiunga l’ovocita per permettere la disgregazione delle cellule del cumulo. In particolare è necessario che gli spermatozoi abbiano subito il processo di maturazione durante il viaggio, cioè siano capacitati (separati dal liquido prostatico in cui sono immersi). Gli spermatozoi con migliore motilità si fanno strada e raggiungono il rivestimento protettivo dell’ovocita, la zona pellucida.

A questo punto si innesca la reazione acrosomale tramite la vescicola posta sopra la testa dello spermatozoo. Essa contiene sostanze in grado di sciogliere lo strato della zona pellucida nel punto in cui avviene il contatto tra spermatozoo e ovocita. Il riconoscimento tra le proteine presenti sulla testa dello spermatozoo ed i recettori sulla membrana dell’ovocita permettono la fusione delle due membrane. Una volta che lo spermatozoo è penetrato nell’ovocita si attivano una serie di eventi biochimici e morfologici all’interno dell’ovocita stesso.

Innanzitutto viene bloccato l’ingresso di altri spermatozoi attraverso la reazione zonale, cioè delle modificazioni nella zona pellucida che la rendono non più penetrabile, evitando così l'ingresso di altri spermatozoi. A questo punto i due patrimoni genetici possono fondersi dando origine ad una nuova vita.