• Terapia per l'anovulazione

    Durante la terapia per l'anovulazione si somministrano idonee quantità di ormoni ( in genere FSH) per un numero di giorni variabile secondo la risposta individuale della paziente che viene controllata con una serie di ecografie (monitoraggio follicolare) ed eventualmente misurazioni degli ormoni nel sangue (monitoraggio ormonale) nel corso della terapia

    Quando si fa:
    Nei casi in cui spontaneamente l’ovulazione non si verifica mai o quasi mai.

    Perché si fa:

    Per ottenere l’ovulazione generalmente di un solo follicolo.

    Come si fa:
    Si somministrano idonee quantità di ormoni ( in genere FSH) per un numero di giorni variabile secondo la risposta individuale della paziente che viene controllata con una serie di ecografie (monitoraggio follicolare) ed eventualmente misurazioni degli ormoni nel sangue (monitoraggio ormonale) nel corso della terapia. Quando il follicolo ha raggiunto dimensioni mature (intorno ai 20 mm) si consigliano i rapporti sessuali e si somministra un farmaco (HCG) per provocare l’apertura del follicolo e la fuoriuscita dell’ovocita (ovulazione) che potrà essere fecondato.

    Risultati:
    Le percentuali di gravidanza, nell'arco di sei mesi, con questa terapia, possono giungere al 55% . Una delle situazioni trattabili con questa terapia è la Sindrome dell'ovaio policistico.

    Rischi:
    Se si sviluppano ed ovulano più di un follicolo sono probabili gravidanze gemellari e raramente l’”iperstimolazione ovarica”

    Impegno della coppia:

    modesto.

I risultati della FIVET e i rischi della ICSI

L’argomento dei risultati della FIVET è complesso e delicato.
 
Infatti essi dipendono da molti fattori, quelli più importanti sono:
- la qualità del Centro e
- le caratteristiche della coppia, in particolare l’età della donna.

Anzitutto definiamo che i risultati dovrebbero essere rappresentati come percentuali di gravidanze concluse con la nascita di bambini per tentativo di FIVET effettuato. In funzione di questi fattori le percentuali di gravidanze concluse con bambini nati possono variare molto. Dai dati raccolti nei Centri europei di Riproduzione Assistita si calcola una media del 23,2 %.

Dopo i 35 anni di età i risultati si riducono molto ed ancor più dopo i 40; naturalmente le probabilità complessive di avere un figlio per una coppia aumentano con il numero di tentativi eseguiti, per questo è opportuno programmare un certo numero di tentativi per ottenere buone probabilità di successo.

I rischi della ICSI

Per la donna sono identici a quelli visti per la fivet. La salute dei bambini nati dal 1992 con l'icsi è risultata identica a quella dei nati con la fivet. Sembrerebbe, però, che nelle cause andrologiche più severe di infertilità ci sia nella maggior parte dei casi un maggior rischio nei figli maschi di ereditare gli stessi problemi paterni di infertilità.