• Teratospermia - l’alterazione della forma degli spermatozoi

    spermatozoi
    Affinché uno spermatozoo possa essere considerato normale è necessario che siano normali sul piano morfologico la testa, il collo, il tratto intermedio e la coda dello spermatozoo. L’alterazione della forma degli spermatozoi si definisce teratospermia, condizione stabilita dalla presenza di meno del 30% di spermatozoi morfologicamente normali (valore di riferimento WHO per la normalità : forme atipiche ≤ 70% (distinte in atipie della testa, del collo e della coda) e forme tipiche ≥ 30%).

    La presenza di forme anomale (spermatozoi con doppia testa, senza coda ecc.) non deve superare quindi il 70% del totale e una quota troppo elevata di queste può compromettere la fertilità. Molteplici cause possono portare ad una teratospermia, come processi infiammatori ed infezioni dell’apparato genitale maschile e il varicocele, condizioni queste meritevoli di indagini più approfondite (ecografie ed indagini colturali per la ricerca di infezioni). Anche una non corretta raccolta del liquido seminale può essere responsabile del riscontro di un’alta percentuale di forme atipiche nel liquido. E’ opportuno in ogni caso consultare uno specialista che valuti le possibili cause di queste alterazioni.

L'acronimo FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) è utilizzato per definire una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA). Si tratta di fecondare gli ovociti in vitro, al di fuori del corpo della donna, e di trasferire poi nell'utero gli embrioni ottenuti.
L'ICSI, ovvero iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (Intracytoplasmatic Sperm Injection) è una tecnica di PMA che consiste nella microiniezione di un singolo spermatozoo, o di un suo precursore, direttamente nel citoplasma dell'ovocita.
In Italia FIVET/ICSI sono regolate dalla legge 40/2004

Cosa possono fare le coppie per evitare che lo stress prenda il sopravvento causando difficoltà nel percorso di PMA?

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Vediamo prima cosa potete fare da soli. Con molte coppie ho potuto riscontare che provavano beneficio nel creare nuovi spazi di condivisione, evitando di parlare sempre del problema, aumentando le uscite insieme, un cinema, una passeggiata è sufficiente a patto che non si parli del problema. Altre piccole strategie più legate alla sfera femminile, da attuare in particolare  nelle fasi del pick-up e nel transfer dove abbiamo riscontrato un aumento della tensione emotiva e dello stress, è fare 15 minuti al giorno di respirazione, partendo prima con pochi minuti, quanti si riescono a mantenere e mano mano aumentare, per una settimana almeno.

Quanto incide lo stress della coppia nel buon esito dei trattamenti di fecondazione assistita?

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Dottoressa, nella sua esperienza, secondo lei, quanto incide lo stress nel buon esito dei trattamenti di procreazione assistita? 

Molte coppie che ho avuto modo di conoscere nella mia esperienza in procreazione assistita, fanno questa domanda. Non ci sono dati scientifici che dimostrano, nello specifico, gli effetti dello stress sull’esito dei trattamenti di procreazione assistita.

Certamente lo stress, è fonte di preoccupazione e come tale può influire nella buona efficacia dei trattamenti perché crea tensione emotiva nella coppia, occupando lo spazio fertile con paure, preoccupazioni e ansie. Quello che accade nella coppia è proprio come se non si potesse parlare altro al di fuori del problema.

ICSI, la tecnica di PMA illustrata nel filmato

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Il prof. Claudio Manna, in qualità di esperto di Medicina della Riproduzione è stato incaricato dalla Fondazione Cesare Serono a collaborare per la parte scientifica alla produzione di un video innovativo che illustra la tecnica di Fecondazione Assistita ICSI.

"Insieme alla mia equipe medica e con l'aiuto di videoanimatori esperti, abbiamo pensato questo progetto, che illustra e racconta la ICSI in modo attraente, nuovo, semplice, ma rigorosamente scientifico, senza nulla togliere alla profondità e alla magia che c'è in questo "incontro speciale"".

I risultati della FIVET e i rischi della ICSI

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L’argomento dei risultati della FIVET è complesso e delicato.
 
Infatti essi dipendono da molti fattori, quelli più importanti sono:
- la qualità del Centro e
- le caratteristiche della coppia, in particolare l’età della donna.

Trasferimento degli embrioni - Transfer

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Trasferimento degli embrioni

Viene effettuato in genere due o tre giorni dopo il prelievo ovocitario. E' una procedura molto semplice per la donna ma di massima attenzione per il medico e somiglia molto a quella dell'inseminazione intrauterina.

Uno o più embrioni, sospesi nella goccia di uno speciale liquido sono aspirati in un tubicino di plastica (catetere) e delicatamente inseriti nell'utero. Il procedimento non è doloroso e richiede una decina di minuti. Dopo 30-60 minuti di riposo la paziente può tornare a casa. Nei giorni successivi al transfer si può continuare una vita normale. Dopo 10-12 giorni è possibile eseguire il test ematico di gravidanza (beta -HCG nel sangue)

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