Chirurgia o fecondazione assistita? Il dilemma delle donne con endometriosi che vogliono un figlio

Chirurgia o fecondazione assistita?

FECONDAZIONE ASSISTITA

Chirurgia o fecondazione assistita? Non è facile scegliere. Le donne affette da endometriosi che desiderano avere un figlio si ritrovano di fronte a questo necessario bivio.

È una scelta non facile, nemmeno per il medico. Infatti, come spesso accade in medicina, la risposta è legata alla situazione particolare del paziente. Inoltre, per ora la comunità scientifica è ancora molto divisa.

Tuttavia, negli stadi meno severi dell’endometriosi (I e II) gli esperti concordano nel considerare la chirurgia non in grado di aumentare i tassi di gravidanza rispetto alle donne che non si sottopongono all’intervento chirurgico. Ma anche negli stadi più severi della malattia (III e IV), benché sia dato per certo che la chirurgia migliori le possibilità riproduttive, il beneficio del bisturi appare molto limitato perché negli unici due studi ben eseguiti in materia risulta che nel tempo il tasso di gravidanza dopo l’intervento sia del 26% rispetto ad un 18% di coloro che non si sottopongono ad un intervento chirurgico.

Se andiamo a tradurre il risultato statistico nella pratica, significa che un solo intervento per eliminare l’endometriosi ogni 12 porta effettivamente ad una gravidanza. Confrontando questi risultati con quelli ottenuti dalla fecondazione assistita su donne affette dall’endometriosi, ci si rende conto che l’intervento chirurgico, non privo di rischi, ha un’efficacia piuttosto limitata. Pertanto oggi si pensa che la fecondazione assistita debba essere offerta come prima opzione per superare l'infertilità dovuta ad endometriosi

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