• La genetica, il DNA e la diagnosi prenatale

    genetica riproduzione 100
    La genetica studia il comportamento delle cellule sia nella normalità che nelle malattie. Il patrimonio genetico è contenuto in una sostanza chimica che si chiama DNA, contenuto a sua volta nei cromosomi. Piccole sezioni di DNA sono altrimenti dette geni e trasmettono le caratteristiche della persona - il colore dei capelli, degli occhi, ecc . Per sintetizzare i "mattoni" del nostro corpo - le proteine - nel Dna ci sono 22mila geni attivi.

    Due sono i momenti in cui possono verificarsi errori tali da comportare malformazioni o malattie. La prima è la Meiosi, quando gli spermatozoi o gli ovociti, attraverso una divisione del loro patrimonio genetico, si preparano alla fecondazione per riunirsi in un unico individuo. Da non sottovalutare poi l'età dei partner che può essere concausa di errori nel DNA: è il caso della Sindrome di Down, in cui c'è un cromosoma in più nel patrimonio genetico, oppure degli aborti che si verificano spesso in un'età più avanzata.
    Migliaia di queste malattie possono essere diagnosticate attraverso la cosiddetta Diagnosi prenatale, grazie anche a consulenze genetiche mirate.

    http://www.vitachenasce.org/video-riproduzione/patrimonio-genetico-e-fecondazione-gli-qerroriq-del-dna.html

L'antibiogramma - un test di laboratorio

l'antibiogramma - un test di laboratorio
L’antibiogramma (abbreviato con la sua sigla ABG ) è un test di laboratorio che permette di valutare la sensibilità di un microrganismo (rilevato per esempio su materiali biologici quali urina, liquido seminale, muco cervicale, ecc.) ai farmaci antimicrobici (antibiotici o antifungini).
 
L'antibiogramma viene eseguito su vitro mettendo a contatto le colonie batteriche con i farmaci antibiotici. Un alone bianco che si formi attorno all'antibiotico è indice di sensibilità dei microrganismi al farmaco utilizzato. Se, al contrario, la crescita delle colonie batteriche non si arresta significa che il batterio è resistente all'antibiotico.

Il germe potrà quindi essere definito:

  • sensibile (S)
  • resistente (R) o
  • sensibilità intermedia (I)

L'antibiogramma determina la Concentrazione Minima Inibente (CMI)e la Concentrazione Minima Battericida (CMB) degli antibiotici. La CMI è la minima concentrazione di farmaco antibiotico che occorre per bloccare lo sviluppo dei microrganismi; la CMB è la concentrazione minima di farmaco antibiotico che occorre per uccidere le cellule batteriche. L'azione dei farmaci antibiotici può infatti essere di due tipi: batteriostatica o battericida. Viene definito batteriostatico un antibiotico che ha la capacità di bloccare la riproduzione batterica; un antibiotico è invece battericida se, trascorse 24 ore dal contatto in vitro, la sopravvivenza dei microrganismi è uguale o inferiore allo 0,01%.

L'antibiogramma è consigliato ogni volta che ci si deve sottoporre ad una terapia antibiotica.