• Cosa facciamo quando il fallimento della Fecondazione Assistita può dipendere da lui

    Questo è il pensiero che può venire quando si sospetta che a fecondare l’ovocita sia stato uno spermatozoo anomalo anche se apparentemente normale

    La selezione “naturale” degli spermatozoi per l’ICSI:

    Fino ad ora la selezione degli spermatozoi per l’ICSI si basava esclusivamente su un unico criterio: le caratteristiche morfologiche. Tuttavia, grazie a numerosi studi e attraverso l’adozione di specifiche tecniche, è anche possibile selezionare gli spermatozoi migliori, basandoci non più sulla loro morfologia, ma su criterio molto più attendibile: l’integrità del  Dna al suo interno. Studi scientifici dimostrano che un Dna spermatico frammentato può si fecondare un’ovocita, ma nel momento in cui i geni paterni vengono attivati dall’ovocita, lo sviluppo embrionale si può arrestare, causando o mancato attecchimento o l’insorgenza di aborti.

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Vitamina D e fertilità

La vitamina D è ben nota per la sua azione sul metabolismo del calcio e del fosforo e per il suo ruolo chiave nel processo di mineralizzazione ossea. Studi recenti hanno messo in evidenza effetti benefici di questa vitamina anche sulla sfera riproduttiva. E' stato infatti dimostrato che sia il recettore della vitamina D (VDR), sia gli enzimi coinvolti nel suo metabolismo, sono presenti nei tessuti riproduttivi femminili e maschili.

Partendo da queste osservazioni, alcuni ricercatori dell'Università di Graz, in Austria,  hanno elaborato una revisione di tutta la letteratura scientifica prodotta fino ad ottobre 2011, relativa agli effetti della vitamina D sulla fertilità e sui disturbi endocrini, includendo studi condotti su donne sottoposte a tecniche di riproduzione assisitita, donne affette da Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) ed anche  su popolazioni maschili,  al fine di valutarne i possibili effetti sulla qualità del liquido seminale.

Da questa accurata analisi è emerso un forte legame tra vitamina D e fertilità. Nelle donne con PCOS, ad esempio, bassi livelli di vitamina D si associano ad obesità e ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri. La vitamina D, inoltre,  può influenzare la steroidogenesi, cioè la produzione degli ormoni sessuali (estradiolo e progesterone) in donne sane. 

Per quanto riguarda la popolazione maschile, infine, livelli adeguati di vitamina D correlano positivamente con la qualità dello sperma e con i livelli di ormoni androgeni.

In conclusione, la carenza di vitamina D sembrerebbe essere coinvolta nei disturbi ormonali correlati all'infertilità. Un adeguato apporto di questa vitamina potrebbe, pertanto, essere utile nel migliorare la fertilità sia maschile che femminile.

 

Tratto da: Vitamin D and fertility: a systematic review.Elisabeth Lerchbaum and Barbara Obermayer-Pietsch, European Journal of Endocrinology (2012) 166 765–778

 

Dr.ssa Francesca Sagnella

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