Accelerare i tempi per scoprire la causa dell'infertilità

Accelerare i tempi per scoprire la causa dell'infertilità

disfunzione erettile

Purtroppo moltissime coppie non arrivano presto a scoprire la ragione per la quale non riescono ad avere un figlio persino quando si rivolgono a centri specializzati nell’infertilità di coppia.

In un recente corso, che ho organizzato per i ginecologi sulla diagnosi e la terapia dell’infertilità, ho spiegato, anzitutto, come si può e si deve accelerare al massimo l’iter diagnostico di una coppia che viene dal medico per l’assenza di una gravidanza desiderata. Molte sono le ragioni per le quali accelerare i tempi costituisce un obiettivo fondamentale.

Anzitutto spesso si arriva ad un’età in cui la donna ha ormai una vita riproduttiva assai ridotta. Inoltre, per ragioni pratiche (ad esempio il lavoro) non si ha molto tempo per dedicarsi a lunghi ed estenuanti giri tra un laboratorio o uno studio oppure tra un ospedale e un altro. Questo è ancor più vero in una grande città dove le distanze sono notevoli ed il lavoro non consente di poter chiedere un numero elevato di permessi per assenza.

Prendiamo perciò ad esempio un ciclo mestruale della durata di 28 giorni circa ed immaginiamo di iniziare un iter diagnostico. Possiamo eseguire al 2° o 3° giorno alcuni importanti esami ormonali (FSF, LH, Estradiolo, AMH) ed un ecografia con il conteggio dei follicoli antrali per accertarci della riserva ovarica. Si tratta cioè di accertamenti fondamentali per capire l’età vera delle ovaie e come questi organi si comporteranno se dovessero essere stimolati.

Finito il flusso mestruale conviene eseguire subito i tamponi vaginali per germi comuni, Clamidia e Micoplasma e se avremo a disposizione un laboratorio molto efficiente saremo in grado di sapere in pochi giorni se non ci sono infezioni. In questo caso, verso l’8° o il 9° giorno potremmo eseguire l’Isterosalpingografia per verificare la pervietà delle tube (valutazione della funzione tubarica). Nel caso in cui queste risultassero normali potremmo proseguire l’iter valutando il muco cervicale ed il suo rapporto con gli spermatozoi mediante il Post Coital test eseguibile verso il 12° giorno (valutazione della funzione cervicale). Nel frattempo stiamo anche eseguendo il monitoraggio follicolare per vedere se e come il follicolo ovarico si sta accrescendo fino all’ovulazione che individueremo facilmente verso il 14° giorno dello stesso ciclo.

Dopo l’ovulazione verso il 21° giorno possiamo misurare nel sangue il progesterone sia per una conferma dell’ovulazione sia per accertarci che il corpo luteo dopo lo scoppio del follicolo stia funzionando correttamente.

Naturalmente faremo eseguire all’uomo lo spermiogramma non appena possibile nel corso del mese in modo che se dovessimo riscontrare qualche problema ci sarà anche il tempo di effettuare una visita andrologica.

Tutto questo iter nella pratica certamente è faticoso soprattutto per la donna ma vuol dimostrare come sia davvero possibile in un mese stabilire al 90% la causa dell’infertilità nella coppia. Dobbiamo anche dire però che non sempre i medici o i centri riescono ad organizzare tutto questo in modo così sincronizzato e senza far spostare una coppia in altri laboratori o studi. Inoltre, nel caso in cui non fosse emerso nulla dopo tutte queste indagini concluderemmo che ci troviamo quasi certamente di fronte ad un caso di infertilità inspiegata.

Il ruolo del medico esperto, intelligente e comunicativo è quello che non solo riesce a spiegare bene quello che si sta facendo ma che è capace di adattare l’iter diagnostico alla situazione la quale a sua volta può variare abbastanza. Pensiamo solo ad una situazione di irregolarità mestruale che costringerà a modulare il monitoraggio follicolare e gli esami come il Post Coital test in modo anche molto differente e che potrebbero capitare in giorni “scomodi” come la domenica.