• Vitamina D e fertilità

    La vitamina D è ben nota per la sua azione sul metabolismo del calcio e del fosforo e per il suo ruolo chiave nel processo di mineralizzazione ossea. Studi recenti hanno messo in evidenza effetti benefici di questa vitamina anche sulla sfera riproduttiva. E' stato infatti dimostrato che sia il recettore della vitamina D (VDR), sia gli enzimi coinvolti nel suo metabolismo, sono presenti nei tessuti riproduttivi femminili e maschili.

    Partendo da queste osservazioni, alcuni ricercatori dell'Università di Graz, in Austria,  hanno elaborato una revisione di tutta la letteratura scientifica prodotta fino ad ottobre 2011, relativa agli effetti della vitamina D sulla fertilità e sui disturbi endocrini, includendo studi condotti su donne sottoposte a tecniche di riproduzione assisitita, donne affette da Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) ed anche  su popolazioni maschili,  al fine di valutarne i possibili effetti sulla qualità del liquido seminale.

    Da questa accurata analisi è emerso un forte legame tra vitamina D e fertilità. Nelle donne con PCOS, ad esempio, bassi livelli di vitamina D si associano ad obesità e ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri. La vitamina D, inoltre,  può influenzare la steroidogenesi, cioè la produzione degli ormoni sessuali (estradiolo e progesterone) in donne sane. 

    Per quanto riguarda la popolazione maschile, infine, livelli adeguati di vitamina D correlano positivamente con la qualità dello sperma e con i livelli di ormoni androgeni.

    In conclusione, la carenza di vitamina D sembrerebbe essere coinvolta nei disturbi ormonali correlati all'infertilità. Un adeguato apporto di questa vitamina potrebbe, pertanto, essere utile nel migliorare la fertilità sia maschile che femminile.

     

    Tratto da: Vitamin D and fertility: a systematic review.Elisabeth Lerchbaum and Barbara Obermayer-Pietsch, European Journal of Endocrinology (2012) 166 765–778

     

    Dr.ssa Francesca Sagnella

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Aborto spontaneo

ABORTO SPONTANEO

Il 50-70 % degli aborti spontanei sono dovuti alla presenza di un corredo cromosomico difettoso uno dei gameti (ovociti o spermatozoi) e poi nell’embrione che si forma

Nelle donne con meno di 35 anni la maggior parte delle anomalie sono quelle di tipo strutturale e sbilanciate dei cromosomi, quindi con materiale genetico in più o in meno rispetto alla normalità. Ciò può dipendere dall’essere portatrici di una aberrazione cromosomica di tipo  “bilanciata”, cioè corretta e che quindi non provoca nessun danno alla persona che la presenta.  Accade  però che durante la fecondazione con i gameti di quella persona portatrice l’assetto cromosomico si “sbilancia” provocando  la formazione di un corredo cromosomico anomalo nell’embrione che si sviluppa.

Negli embrioni che formano le  donne con più di 35 anni si è evidenziato invece un aumento delle anomalie nel numero dei cromosomi (aneuploidie) ed in particolare delle trisomie (la presenza di un intero cromosoma in più), e che quasi sempre non portano ad un prodotto del concepimento vitale ( ad esempio la trisomia 21, responsabile della Sindrome di Down). In questo caso non vi è un errore del corredo cromosomico che viene trasmesso, ma questo danno si crea come evento casuale durante la formazione dell’ovocita   (in particolare durante il meccanismo della Meiosi). Accade  per una serie di  eventi legati all’invecchiamento di quelle cellule che poi faranno sviluppare  appunto gli ovociti, da troppo tempo  in attesa di maturare .

L’età della donna in questo tipo di aborti è quindi l’unico elemento significativo che ci indica un aumento del rischio di avere gameti (ovociti) con anomalie a carico dei cromosomi. Spesso proprio a questo meccanismi sono dovuti gli aborti che si verificano dopo le terapie con la Fecondazione assistita.

Più raramente gli aborti sono dovuti ad anomalie del corredo cromosomico negli spermatozoi.

Una situazione particolare dell’evento abortivo è quello in cui essi si ripetono oltre la terza volta. Si parla in questo caso di poliabortività o abortività ripetuta.

Le cause sono numerose ma nel 50% dei casi esse sono sconosciute.

La poliabortività può  essere dovuta a malformazioni uterine, ipotiroidismo, difetti di coagulazione nel sangue e sembra anche all’aumento delle frammentazioni nel DNA degli spermatozoi.

Il nostro Centro è in grado di diagnosticare molte  cause di poliabortività con analisi e test avanzatissimi per  predisporre le terapie più opportune.

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