• La verità sul PICK-UP

    manna pick up
    Comprendo benissimo le reazioni di alcune pazienti alle rassicurazioni che io come medico o altre pazienti fanno circa le sensazioni dolorose del prelievo ovocitario in anestesia locale. Sembra, infatti, a molti quasi incredibile che questa procedura si possa fare nel la maggior parte dei casi in modo assolutamente sopportabile.

    Tuttavia nella mia esperienza di migliaia di pick-up è proprio cosi e non vedo perché dovrei negare questa realtà che oltretutto viene dalle testimonianze delle pazienti stesse.  A meno che non si pensi che scrivo questo sapendo di dire una cosa non vera vorrei dare per quello che dico spiegazioni precise e comprensibili.

    Anzitutto applico il pick-up in anestesia locale a circa il 90% delle mie pazienti. Il 10% che lo esegue in sedazione e analgesia completa, ossia in uno stato crepuscolare e pur vigile, viene selezionato accuratamente prima di decidere a chi deve essere proposto un metodo invece che l’altro. Questo metodo  come tutte le altre fasi della PMA fa parte della personalizzazione del trattamento. E’ chiaro che se invece si sbaglia in questa scelta sentirà dolore chi avrebbe dovuto eseguire l’analgesia completa o avrà fatto una procedura farmacologica inutile e costosa chi poteva farla tranquillamente in anestesia locale. Una buona candidata all’analgesia completa è chi ha una soglia bassa del dolore, presenta moltissimi follicoli e chi possiede  ovaie in posizioni più difficili da raggiungere oppure ha esperienze molto negative di procedure precedenti .
    Da diverso tempo utilizzo un ago ( tra i tanti in commercio ) estremamente sottile ed opportunamente modellato che proprio per questo riduce significativamente sia le sensazioni dolorose che le perdite di sangue. E’ più flessibile degli altri e per certi versi più difficile da usare ma ha il vantaggio di “far meno male”.
    Le sensazioni dolorose dipendono molto anche dalla durata dell’intervento e questa oltre che dal numero di follicoli è strettamente legata all’esperienza ed all’abilità dell’operatore. Chi ha fatto tanti pick-up riesce a concludere l’intervento in tempi molto ristretti e ridurre notevolmente il disagio della paziente. Quando si penetra in un follicolo  è necessario percorrere un certa direzione ed imprimere all’ago una forza ed una velocità precisa ma variabile a seconda della consistenza dei tessuti. Se non si esegue questo in modo corretto si fanno molti tentativi di penetrazione nel follicolo prima di riuscirvi e questo inevitabilmente viene avvertito come sensazione dolorosa anche intensa. Naturalmente in anestesia completa queste manovre anche incerte non vengono percepite ed un tempo anche lungo per completare il pick up non corrisponde ad un’esperienza dolorosa.  
    Anche l’attenzione e la comunicazione con la paziente prima e durante l’intervento sono molto importanti nelle sensazioni di questo vissuto. Certamente non è facile per l’operatore gestire contemporaneamente la fase tecnica dell’intervento e l’aspetto relazionale con la paziente che è sveglia. Ma se si riesce a far questo lei avrà vissuto un esperienza accettabile e l’intervento sarà stato efficace. Anche questa capacità di contatto e comunicazione è legata all’esperienza dell’operatore ed al desiderio di stabilire con la paziente una sintonia giusta anche nei momenti più impegnativi. Dire delle parole di comprensione alla paziente  che la aiutano anche a distrarsi dalle comprensibili paure aiutano molto a non trasformarle in sensazioni dolorose. Parlare molto anche prima del prelievo ovocitario per spiegare come avviene tutto aiuta molto a predisporsi bene per questa fase.
    Certamente quando in un centro ci sono tanti pick-up da eseguire in un lasso breve di tempo e nel corso delle visite o controlli precedenti non si è approfondita abbastanza questa fase della procedura il rischio di avvertirla come molto dolorosa è più elevato. Lo stesso fatto di sapere che il medico con cui si sono avuti i colloqui o eseguite le ecografie precedenti sarà proprio quello che eseguirà il pick-up aiuta molto ad essere rassicurati sulle sensazioni che si avranno durante il prelievo ovocitario. Il medico stesso d’altra parte conosce meglio la paziente e sarà in grado di darle un attenzione più adatta alla personalità che ha di fronte.
    Certamente l’anestesia generale nel pick-up può essere più conveniente per alcune   strutture sanitarie o  centri per innumerevoli ragioni. A volte le strutture sono convenzionate col S.S.N. e questo tende a “clinicizzare” l’intervento con eventuale pernottamento. La regione pertanto rimborsa questo DRG alla struttura sanitaria. Non lo farebbe se l’intervento fosse ambulatoriale. La presenza di medici con minore esperienza rende più facile la loro   formazione quando eseguono in anestesia generale il pick-up. In un centro grande non tutti i ginecologi hanno le stesse capacità e numero di interventi eseguiti nel loro curriculum e non tutti possono seguire le stesse  pazienti prima e durante il pick-up. Fare l’anestesia generale consente di programmare meglio l’organizzazione del centro ma questo non corrisponde necessariamente alla sensazione di benessere della donna. L’anestesia generale richiede attrezzature più complesse che inevitabilmente si traduce in costi maggiori per le coppie. D’altro canto produce un ricavo sia per la clinica che per il medico anestesista.
    In conclusione le procedure di PMA stanno andando verso una sempre maggiore semplificazione in tutto il mondo e questo sembra contraddire l’esigenza di ricorrere all’anestesia generale  che ha sempre i suoi rischi non del tutto  eliminabili. La PMA è per sua natura una tecnica ambulatoriale il cui successo dipende dall’esperienza del’equipe e dalla personalizzazione di tutte le fasi compresa quella del pick-up.

L’ aiuto psicologico

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E’ indubbio che quando si viene a conoscenza della propria  infertilità,  o di quella del partner, si soffre, vedendo svanire il proprio progetto di genitorialità. La tenuta della coppia, viene messa a dura prova, e il senso di colpa e d’inadeguatezza predomina;  cresce l’ansia, che spesso, i partner tentano di domare,  accanendosi nelle cure  mediche, nello sport, e nel lavoro.

I problemi  vengono ingigantiti, e il desiderio di avere un figlio si trasforma in un bisogno lacerante da colmare. Cosi come documentato da numerosi studi in materia, se questi vissuti emotivi non trovano il modo di essere esplicitati verbalmente, con il dialogo diretto con qualcuno, si ripercuotono sul corpo ostacolando i tentativi di gravidanza.         

I momenti in cui può essere utile, un aiuto psicologico, possono essere almeno quattro.

  • La scoperta dell’infertilità
  • Il momento di fare una scelta importante: come quella di iniziare un percorso di Procreazione    Medicalmente Assistita (PMA).
  • Problemi dovuti ad eventuali aborti
  • Prima, durante e dopo una  PMA

Il counselling mirato a ridurre lo stress dell’infertilità

Il counselling per la coppia che approccia all’infertilità ed eventualmente alla riproduzione assistita deve essere particolarmente mirato ad affrontare gli stati di stress e di ansia che possono interferire con un buon esito della terapia medica.

Gli incontri con lo psicologo possono accompagnare la coppia prima, durante e dopo il percorso di  Procreazione Medicalmente Assistita.

 

Psicologia e aiuto allo stress dell'infertilità

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stress

I vantaggi di un percorso di  counselling psicologico

Nella logica di offrire a quanti si rivolgono ad un percorso di PMA il miglior servizio possibile e'  importante trattare, il problema dell'infertilità in un ottica multidisciplinare; e quindi accostare gli interventi psicologi, a quelli di natura tecnica medico-ginecologica. L' obiettivo generale di un percorso di counselling e' quello di valutare e ridurre il livello di stress ed ansia, sperimentato nel periodo di tempo, in cui la coppia si sottopone agli interventi di PMA.

Sara', quindi, necessario individuare dei sotto-obiettivi che i coniugi intendono perseguire. Il counselling, difatti, costituisce un intervento modellato sugli obiettivi da raggiungere in un breve tempo,  cosi da avere un intervento perfettamente calzante alle peculiari esigenze di chi vi partecipa.

La fase diagnostica

L’ attività  diagnostica e' tesa a valutare l' intensità dello stress e dell'ansia  sperimentato dalla coppia, nel periodo in cui si sottopone alla PMA.

Questa valutazione viene effettuata tramite la somministrazione di due questionari  il primo è il F.P.I (The Fertility Problem Inventory) di Cristopher R. Newton e collaboratori,  e il secondo costituisce la versione italiana dello S.T.A.I. (Inventario per Ansia di  Stato e di Tratto),  Forma Y.

In particolare, con il primo questionario sarà possibile indagare lo stress percepito e relativo all’ infertilità di coppia;  mentre con il secondo, verrà  misurata l’ ansia di stato, sperimentata dalla persona,  nel particolare periodo di vita in cui si sottopone alla PMA.

I risultati di questi questionari vengono calcolati istantaneamente dall'esperto Psicologo e viene restituito un feedback cartaceo e verbale sulle informazioni ottenute.

Gli obiettivi della diagnosi sono due; il primo e' quello di offrire una quantificazione del livello d'ansia e di stress percepito,  a causa dell'infertilità. Il secondo e' quello di avviare una riflessione, su cinque variabili: preoccupazioni sociali, sessuali e relazionali, bisogno di genitorialita' e rifiuto di uno stile di vita senza figli.

La sola fase diagnostica, talora, può risultare sufficiente alla coppia nell'offrire spunti di riflessione,  senza necessita' di ulteriori approfondimenti.

Nel casi in cui sia presente un elevato livello di stress e ansia, ovvero forti discrepanze sperimentate tra i coniugi, viene consigliato un breve percorso di  counselling che accompagnerà gli interventi  di PMA.

Gli incontri di counselling

Gli incontri di  counselling prevedono un approfondimento sulle tematiche emerse in fase diagnostica, generalmente si svolgono in coppia, qualora possibile.

L'obiettivo generale e' quello di riportare l' ansia entro una soglia accettabile e di  favorire l' esplorazione di emozioni connesse a nodi conflittuali,  e particolari circostanze stressanti.

Attraverso la riduzione dell'ansia e dello stress, generalmente si esercita  un’ influenza benefica e distensiva sul corpo della donna e sulle pareti dell'utero.

Per permettere alla coppia il raggiungimento degli obiettivi in tempi brevi, lo specialista Psicologo utilizzerà  lo strumento proiettivo “Test immagini d' arte “di Conny Leporatti, Rodolfo de Bernart  e Michal Dusik.  Questo test, risulta uno strumento originale, che consente di indagare varie aree, legate alla sfera riproduttiva tra cui:  problematiche di coppia, sessuali, familiari e di comportamento; inoltre esplora  la dimensione genitoriale di coppia, ed è in grado di indagare circa i disturbi del comportamento alimentare.

Dr.ssa Silvia Rotondi

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