Rischio Preconcezionale Alimentare e Dieta per correggerlo

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Rischio Preconcezionale Alimentare

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) fornisce le FBDG (Linee guida dietetiche su base alimentare), che sono semplici indicazioni sul mangiare in modo sano, indirizzate al grande pubblico. Seppure delineate in modo diverso nei vari Stati, i principi su cui si basano le FBDG sono gli stessi in tutta Europa. Le FBDG italiane possono essere riassunte in questi semplici enunciati:

  • porre attenzione al peso e mantenersi attivi;
  • mangiare in tutto almeno 6 porzioni giornaliere di cereali, verdure, tuberi e frutta;
  • scegliere la qualità dei grassi e limitare la quantità;
  • consumare la giusta quantità di zuccheri, dolci e bevande;
  • bere molta acqua al giorno; 
  • consumare poco sale al giorno;
  • assumere bevande alcoliche solo in quantità limitata; 
  • variare la dieta;
  • bisogna dare consigli specifici per persone che necessitano cure particolari;
  • bisogna tener presente che la sicurezza del cibo che si consuma dipende anche dal consumatore.

Sembrano consigli scontati? Bene, perché allora in Italia il 34,2% delle persone sono in sovrappeso e il 3,4% in sottopeso?

Dal momento che è stato assodato ormai come la malnutrizione, sia in difetto che in eccesso, influisca negativamente anche sulla fertilità e che il 20% delle coppie italiane ha problemi di fertilità, seguendo il modello olandese del Netherlands Department of Clinical Genetics Erasmus MC del Centro Medico Universitario di Rotterdam, si è scelto di offrire ai nostri pazienti un nuovo servizio che si basi sull’indirizzare essi verso una corretta abitudine alimentare che sia idonea ad aumentare il loro potenziale fecondante (Steegers-Theunissen et al., 2012).

Questo lavoro si basa sulla somministrazione di un test iniziale, dal quale si estrapolano le informazioni necessarie per calcolare il Rischio Alimentare Preconcezionale (PDR) dei pazienti, ovvero il rischio che compromettano la riuscita del trattamento di PMA a cui si sottopongono, a causa di una errata condotta di vita alimentare e fisica.

Questo poi aiuterà l’equipe medica a indirizzare i pazienti verso una stile di vita alimentare che migliori il proprio potenziale fecondante diminuendo il proprio PDR.

Dr. Giovanni Pizzi - Biologo

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