• Azoospermia

    azoospermia croce

    Per azoospermia si intende l’assenza completa di spermatozoi nel liquido seminale. Si osserva approssimativamente nel 7% di coppie infertili e rappresenta una condizione in genere associata a sterilità assoluta. Può essere causata da numerosi stati patologici tra cui ostruzioni dei dotti che trasportano gli spermatozoi verso l’esterno o alterazioni dell’asse ormonale, che portano ad una alterata produzione di gameti nel testicolo.

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Coppie disorientate al mercato della provetta

Una "richiesta insistita" di congelare gli embrioni considerati "non adeguati", per effetto di informazioni raccolte da "fonti non sicure": la rimozione dell'obbligo di impiantare tutti gli embrioni realizzati ha generato esigenze talora incontrollabili. Parla il ginecologo Claudio Manna

Le procedure, le richieste, la gestione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) possono essere oggetto di interpretazioni "elastiche" della normativa e la responsabilità in capo ai medici è ancora più marcata. Ne è persuaso Claudio Manna, ginecologo dell'Università Tor Vergata a Roma.

Professore, che tipo di richieste arrivano dalle coppie?

Nei limiti della Legge 40: tutti sanno che l'eterologa non è permessa, ma la richiesta più insistita è per la crioconservazione degli embrioni e degli ovociti e per la coltura degli embrioni fino allo stadio di blastocisti, nella convinzione che la fecondazione avrà più efficacia.

Qual è l'atteggiamento di chi si rivolge alle tecniche di PMA?

Le coppie arrivano credendosi già molto preparate su quello che vogliono. Si informano sopratutto attraverso Internet, esponendosi a fonti non sicure e spesso le notizie che ricevono sono poco esatte, disorientati. Anche perchè l'ansia le fa aggrappare a ogni tipo di informazione, e questo imputa una responsabilità di informazione molto elevata in capo a tutti gli operatori.

Davanti alle richieste delle coppie come si comportano i Centri?

C'è una notevole variabilità nell'applicazione della normativa tra Regione e Regione. I Centri di PMA possono scegliere se seguire metodiche più stringenti o attenersi a standard minimi.

Ma rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale, che nell'aprile 2009 tolse sia il divieto di produrre più di tre embrioni per ciclo e sia l'obbligo di impiantarli tutti simultaneamente, la produzione di embrioni nei vari Centri è aumentata?

La pronuncia della Consulta consente la formazione di un numero maggiore di embrioni. E, data questa possibilità, diventa difficile controllare l'entità del fenomeno. La normativa si presta a essere interpretata in maniera larga: a maglie più ampie corrisponde uso più ampio. La scelta è passata in mano ai singoli Centri e quindi ai singoli medici.

C'è effettivamente la necessità di produrre e crioconservare un così grande numero di embrioni?

I progressi della tecnica ci consentono di ridurre il numero di embrioni prodotti e la specializzazione raggiunta consente di salvaguardare meglio importanti aspetti etici senza inficiare le possibilità di gravidanza della donna. Noi abbiamo deciso di non effettuare la crioconservazione degli embrioni limitandoci agli ovociti. Questo però implica un livello tecnico elevato e uno standard di sicurezza eccellente, in particolare quando si usa la vitrificazione.

E riguardo alla diagnosi preimpianto?

A seguito delle sentenze intervenute non è più del tutto vietato fare la diagnosi preimpianto, ma resta vietata la distruzione dell'embrione che dopo la diagnosi, risulti non idoneo al trasferimento. L'unica strada percorribile nel rispetto della legge 40 è quindi quella di procedere al congelamento dell'embrione "scartato".

Stante il prevedibile aumento degli embrioni sovranumerati, cioè "avanzati" da ogni ciclo di fecondazione artificiale , un operatore che voglia restare nell'alveo della legge quali soluzioni considera auspicabili?

C'è una percentuale di coppie che continua a considerare gli embrioni crioconservati come figli a tutti gli effetti. Ma a fronte di tutte le coppie che rinunciano o che, dopo una gravidanza andata a buon fine, non sono più rintracciabili, c'è chi auspica – e io con loro – che venga introdotta la possibilità di dichiarare adottabili gli embrioni per cui sia stato accertato lo stato di abbandono.

Avvenire, Giovedi, 5 aprile 2012 di Emanuela Vinai