• Le malformazioni dell'utero

    utero arcuato

    L’utero origina dalla fusione di due condotti chiamati di Muller e dal successivo riassorbimento del setto che deriva dalla loro fusione. Un difetto, durante questo delicato processo, porta alle malformazioni uterine. Queste comprendono varie tipologie così suddivise: 

    Agenesia - mancato sviluppo della vagina, del collo dell’utero, del fondo dell’utero, delle tube. Sono le forme più rare ma anche le più gravi per quanto riguarda le potenzialità riproduttive.

    Utero unicorne - deriva da un mancato sviluppo di uno dei due dotti di Muller. Si tratta di un utero caratterizzato da dimensioni ridotte, laterodeviato e con un unico ostio tubarico. Anche questa malformazione è piuttosto rara ma con scarse potenzialità riproduttive. In particolare si associa ad un tasso molto elevato di aborti o parti prematuri.

    Utero didelfo - presenza di due corni uterini e due colli uterini e deriva dalla mancata fusione dei dotti di Muller. Come per l’utero unicorne, il problema principale dal punto di vista riproduttivo, è l’elevato tasso di aborto e parto pretermine.

    Utero bicorne unicolle - presenza di due corpi uterini ed un solo collo, e deriva dall’incompleta fusione dei dotti di Muller. Rispetto alle altre classi di malformazioni si associa ad un minor tasso di complicanze della gravidanza.

    Utero setto - è causato dal mancato o incompleto riassorbimento del setto uterino mediano dopo la fusione dei due dotti di Muller. Si divide in utero setto totale (se il setto divide tutta la cavità uterina) e utero setto parziale o subsetto (se il setto interessa solo una parte della cavità uterina e non raggiunge la cervice). Questa rappresenta la più comune malformazione uterina congenita, con un’incidenza del 2-3% nella popolazione generale. Fortunatamente è anche la malformazione più facile da correggere chirurgicamente. E’ infatti sufficiente un intervento per via isteroscopia per rimuovere il setto.

    Utero arcuato - consiste di un utero con normale profilo esterno ma che presenta una piccola sporgenza all’interno della cavità uterina. Questa lieve malformazione deriva da un incompleto riassorbimento del setto uterino mediano. Poichè tale condizione è da molti considerata una variante della norma e non sembra associarsi ad infertilità o a complicanze ostetriche, generalmente non viene corretta chirurgicamente.

    Per una corretta diagnosi delle malformazioni uterine sono fondamentali un’accurata anamnesi ed esame obiettivo e, soprattutto, una buona ecografia tridimensionale fatta da personale esperto. Talvolta è utile sottoporre la donna ad esame isteroscopico che, oltre ad avere una valenza diagnostica, può avere anche un ruolo terapeutico.

    Presso il nostro Centro, personale esperto e tecnologie strumentali all’avanguardia (Ecografia tridimensionale ed Isteroscopia), sono a disposizione delle pazienti per una diagnostica accurata e poco invasiva.

I farmaci che possono alterare fertilità maschile

I farmaci che possono alterare fertilità maschile

uomo piange

 

Molti farmaci possono alterare l'equilibrio del sistema riproduttivo maschile. Oltre alla loro azione positiva e terapeutica sulle patologie per cui si assumono, possono avere effetti collaterali, influenzando la qualità del liquido seminale.

Molto spesso non ci si pensa ma farmaci comunemente impiegati come gli antibiotici, gli antiipertensivi, gli antidepressivi, gli antiemetici, gli antiepilettici e gli immunosoppresori possono alterare la fertilità maschile agendo a vari livelli sulla spermatogenesi, cioè sulla produzione da parte del testicolo degli spermatozoi. Anche le comunissime statine, per esempio, farmaci impiegati per il trattamento dell’ipercolesterolemia, possono provocare cambiamenti sulla funzione spermatica, anche se a tutt’oggi non ci sono dati conclusivi.

L’alterazione che i farmaci causano sul sistema riproduttivo maschile può manifestarsi mediante un effetto tossico dannoso diretto sul testicolo. Questi possono indurre modificazioni nella secrezione ormonale deputata al controllo della produzione e maturazione degli spermatozoi, sul desiderio sessuale e sul meccanismo dell’eiaculazione. Questi sono gli effetti causati dall'impiego di estrogeni, progestinici, androgeni, anabolizzanti, anti-androgeni, l’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante (LHRH), gli agonisti o antagonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), glucocorticoidi e farmaci psichiatrici.

Gli effetti negativi prodotti da questi farmaci sono talvolta non prevedibili e permanenti, ma più spesso in base alla dose e alla durata del trattamento c'è possibilità di ritorno alla normalità attraverso la sospensione.

È raccomandabile, qualora sia possibile e necessario, valutare con il medico la sostituzione o sospensione di farmaci che peggiorano la fertilità. Se il farmaco non può essere sostituito o anche quando sostituito non si ristabilisce la fertilità, la terapia consigliata è simile a quella che si effettua in caso di infertilità maschile idiopatica, cioè senza causa riconosciuta.