• L'isteroscopia (ISC)

    hysteroscopy

    L’isteroscopia diagnostica è un’indagine strumentale mirata allo studio della cavità uterina, cioè delle sue pareti interne. Consiste in una procedura ambulatoriale che non richiede l’uso di anestesia locale o generale. L’esame va eseguito entro il 14°giorno dall’inizio del ciclo, una volta che sia terminato il flusso mestruale. L’esame consiste nell’introduzione in utero (passando attraverso la vagina e il canale cervicale) di uno strumento sottile con all’interno delle fibre ottiche.

    Per consentire la visione della cavità uterina è necessario distendere le pareti uterine con gas (CO2) o liquidi (soluzioni saline, glucosio al 5%). Nel corso dell’esame può essere necessario eseguire un prelievo di tessuto endometriale, per sottoporlo a biopsia, oppure procedere all’asportazione di piccoli polipi endocavitari.

    In alcuni casi (4% circa), una stenosi serrata del canale cervicale può rendere difficoltoso o impossibile l’esame. Un’ISC dura in genere pochi minuti (1-3 minuti circa) e, fatta da un buon operatore, risulta un esame assolutamente sopportabile. In alcuni casi può indurre un lieve dolore addomino-pelvico (simil-mestruale) e/o un dolore transitorio a livello della regione scapolare causato dal mezzo gassoso (CO2).

    Nella nostra lunga esperienza, l’accettabilità di questo esame è risultata ottima. Le possibili complicanze di questo esame sono molto rare (1 caso su 1000) e comprendono: perforazione della parete uterina con possibilità di doversi sottoporre a intervento chirurgico; infezione pelvica con febbre; reazione vagale, ossia abbassamento della pressione arteriosa, lipotimia e, in rarissimi casi, complicanze maggiori. Controindicazioni assolute all’esecuzione dell’esame isteroscopico sono la gravidanza e le infezioni acute della pelvi. Nei casi di infertilità inspiegata e, soprattutto, di precedenti tentativi falliti della fecondazione assistita, eseguiamo quasi sempre l’isteroscopia.

I farmaci che possono alterare fertilità maschile

I farmaci che possono alterare fertilità maschile

uomo piange

 

Molti farmaci possono alterare l'equilibrio del sistema riproduttivo maschile. Oltre alla loro azione positiva e terapeutica sulle patologie per cui si assumono, possono avere effetti collaterali, influenzando la qualità del liquido seminale.

Molto spesso non ci si pensa ma farmaci comunemente impiegati come gli antibiotici, gli antiipertensivi, gli antidepressivi, gli antiemetici, gli antiepilettici e gli immunosoppresori possono alterare la fertilità maschile agendo a vari livelli sulla spermatogenesi, cioè sulla produzione da parte del testicolo degli spermatozoi. Anche le comunissime statine, per esempio, farmaci impiegati per il trattamento dell’ipercolesterolemia, possono provocare cambiamenti sulla funzione spermatica, anche se a tutt’oggi non ci sono dati conclusivi.

L’alterazione che i farmaci causano sul sistema riproduttivo maschile può manifestarsi mediante un effetto tossico dannoso diretto sul testicolo. Questi possono indurre modificazioni nella secrezione ormonale deputata al controllo della produzione e maturazione degli spermatozoi, sul desiderio sessuale e sul meccanismo dell’eiaculazione. Questi sono gli effetti causati dall'impiego di estrogeni, progestinici, androgeni, anabolizzanti, anti-androgeni, l’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante (LHRH), gli agonisti o antagonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), glucocorticoidi e farmaci psichiatrici.

Gli effetti negativi prodotti da questi farmaci sono talvolta non prevedibili e permanenti, ma più spesso in base alla dose e alla durata del trattamento c'è possibilità di ritorno alla normalità attraverso la sospensione.

È raccomandabile, qualora sia possibile e necessario, valutare con il medico la sostituzione o sospensione di farmaci che peggiorano la fertilità. Se il farmaco non può essere sostituito o anche quando sostituito non si ristabilisce la fertilità, la terapia consigliata è simile a quella che si effettua in caso di infertilità maschile idiopatica, cioè senza causa riconosciuta.